Il collo di bottiglia del Professionista:
la gestione delle telefonate

di Stefano Dallanoce

Consulente Direzionale BDM Associati

Articolo pubblicato su R-Evoluzione – Guida per il nuovo commercialista

di Ratio Quotidiano Centro Studi Castelli | n. 11, novembre 2020

Introduzione:

Analizzando il timesheet di un commercialista, avvocato o consulente del lavoro, anche dando solo una rapida occhiata alla tabella delle ore rilevate, ci si accorge della quantità impressionante di righe relative a telefonate e assistenze telefoniche.
A fine anno, queste ammontano solitamente ad intere settimane di lavoro.

Per di più, queste attività sono quasi sempre inserite come attività “massive” o “non imputabili”, assegnate a un cliente non definito che solitamente è lo studio stesso. In pratica, la struttura si fa carico di coprire questi costi: in assenza di un’allocazione diretta al cliente, queste ore sono letteralmente “spalmate” su tutti i clienti dello studio, in base a un certo driver.

Si tratta di un procedimento logico, che funziona finché questa quota generica rimane confinata a una percentuale obiettivo. In questo caso, infatti, il costo potrà essere distribuito senza troppi problemi. In caso contrario, questi costi diventano di difficile gestione.
Ecco perché è molto importante fare due cose: segnare le telefonate sui singoli clienti e sapere come gestirle durante la giornata lavorativa. Di questo secondo aspetto ci occuperemo in questo articolo.

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L’AUTORE

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STEFANO DALLANOCE

Consulente direzionale BDM Associati. Esperto in organizzazione e sistemi di controllo presso Studi Professionali e aziende