Il cliente percepisce davvero il valore dello studio professionale?

BDM Associati Consulenza studi professionali

Lo studio professionale che si muove nel mercato di oggi sa perfettamente che non può fare affidamento sul suo attuale parco clienti.

È molto consapevole che, oltre a perdere clienti a causa dell’elevato tasso di mortalità delle aziende, deve preoccuparsi anche dell’elevato rischio competitivo che mai come oggi mette facilmente sotto gli occhi di tutti gli imprenditori servizi che possono essere percepiti come comparabili, a tariffe molto più vantaggiose.

Certamente l’offerta di servizi professionali su portali online indifferenziati non ha nulla a che vedere con quella dello studio tradizionale; tuttavia, l’imprenditore medio non essendo esperto della materia non ha sempre modo di cogliere queste differenze. In fin dei conti, l’imprenditore scruta il mercato alla ricerca della soddisfazione di un bisogno, e il suo dialogo mentale è semplice:

“Voglio avviare un’attività e per farlo sono costretto ad affidarmi a figure professionali che mi garantiscano di non commettere gravi errori su temi che non comprendo e di cui non posso occuparmi direttamente.”

Questo porta inevitabilmente a vivere la parcella dello studio come un costo fisso obbligatoriamente presente sul loro bilancio. Un costo quindi che si cercherà di ridurre quanto più possibile.

Se a questo aggiungiamo che è ormai diventata prassi essere investiti da offerte di servizi professionali a tariffe altamente competitive, risulta chiaro che il legame che unisce il professionista al cliente-imprenditore non sia mai stato così messo alla prova.

Come può quindi lo studio rafforzare il legame con i suoi clienti e ridurre al minimo il rischio che questi si rivolgano a competitor più economici? [continua a leggere…]

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Stefano Renzi

Consulente direzionale BDM Associati.

Esperto in organizzazione e sistemi di controllo per Studi Professionali e Aziende.

Autore per riviste specialistiche del settore.

articolo pubblicato su Euroconference News

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