Perché non è più tempo per piangere

di Stefano Dallanoce

Consulente Direzionale BDM Associati

Articolo pubblicato su R-Evoluzione – Guida per il nuovo commercialista

di Ratio Quotidiano Centro Studi Castelli | n. 2, febbraio 2021

Introduzione:

Prendiamo atto che il mercato all’interno del quale si troverà ad operare lo studio professionale dei prossimi anni sarà un ambiente austero e fortemente competitivo (vedi articolo precedente), ma è altrettanto vero che ci sono metodologie per costruire la propria difesa ed il proprio attacco.

Esistono tante realtà professionali diverse, ognuna con i propri punti di forza e debolezza. C’è una caratteristica piuttosto ricorrente, tuttavia: è proprio la difficoltà o talvolta il manifesto rifiuto del professionista di riconoscersi come un’azienda che opera su un mercato. Piaccia o non piaccia, è realmente così. La diminuzione del valore percepito ed il ribaltamento, sotto diversi aspetti, della relazione con il cliente hanno portato a una lenta e inesorabile “prodottizzazione” del servizio, soprattutto se si parla di prestazioni ordinarie e ricorsive. Attenzione però, vedere il servizio come un prodotto non è il male assoluto. Infatti, questa lettura ci concede un certo margine di manovra quando andiamo ad applicare gli strumenti di controllo di gestione alla struttura, che per loro natura nascono nel mondo della produzione. Al contempo, essendo lo studio atavicamente legato alla fornitura di un servizio e alla creazione di un rapporto, possiamo sfruttare in qualche modo i punti di forza di entrambi i mondi.

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L’AUTORE

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STEFANO DALLANOCE

Consulente direzionale BDM Associati. Esperto in organizzazione e sistemi di controllo presso Studi Professionali e aziende