Lo Studio, le erbacce e Renzo Tramaglino

di Lorenzo Losi

Consulente Direzionale BDM Associati

Articolo pubblicato su Ratio Quotidiano

La vigna di Renzo è un celebre passaggio dei Promessi Sposi e ci suggerisce un’importante lezione per il mondo dell’impresa e degli studi professionali.

Ecco come Renzo descrive il proprio vigneto al ritorno dopo la peste: “soffogato, in mezzo a una nuova, varia e fitta generazione, nata e cresciuta senza l’aiuto della man dell’uomo. Era una marmaglia d’ortiche, di felci, di logli e d’altrettali piante; di quelle, voglio dire, di cui il contadino d’ogni paese ha fatto una gran classe a modo suo, denominandole erbacce, o qualcosa di simile. Era un guazzabuglio di steli che facevano a soverchiarsi l’uno con l’altro…

Ciò che l’osservatore ha di fronte agli occhi è struggente anche per il lettore. Solo fievoli tracce ci ricordano l’ordine che regnava sotto l’attenzione dei proprietari. La vigna domestica, con il passare del tempo, è stata conquistata dal caos.

Ebbene, questo spunto ci rammenta che lo stato naturale delle cose non è per nulla “organizzato” in senso umano. Al contrario, le cose del mondo seguono la propria strada.

L’organizzazione e l’ordine permettono di trasformare un brullo appezzamento in un frutteto e l’assenza di tali attenzioni, se protratta per un periodo sufficiente di tempo, lo riporta allo stato originale. Certo, nel caso specifico di Renzo hanno contribuito i Lanzichenecchi portatori della peste, ma a ben guardare ognuno di noi ha i propri Lanzichenecchi da tenere a bada.

Al fine di imporre ordine e organizzazione alla natura, l’uomo interviene e modifica il mondo intorno a sé. Per mantenere quest’ordine, il contadino non smette mai di lavorare, altrimenti sa che crescono le erbacce. Bisogna ricordarselo ogni tanto perché la visione a breve termine rischia di fornirci una prospettiva distorta della realtà.

Nelle ultime settimane sto vivendo in campagna e vi posso assicurare che non mi accorgo, giorno per giorno, del fatto che l’erba cresce. Tuttavia, passati 10 giorni, la differenza nell’altezza del prato è evidente. E il babbo chiama all’appello per un supporto con la falciatrice. Ci dice: “Volete il giardino in ordine? C’è da lavorare”.

In studio o in azienda i cambiamenti spesso sono lenti, invisibili nel breve termine, ma evidenti nel tempo, proprio come per il prato.

Affinché le cose non peggiorino, è necessario l’intervento del babbo che ricordi a tutti di fare, le cose che nessuno ha voglia di fare.

Questa è la sfida che ogni studio affronta quotidianamente ed è tremendamente bello vederla come la battaglia del gruppo (noi e le nostre persone), contro la forza distruttiva del tempo e della natura.

Tutti vogliono e meritano il giardino in ordine, ricco di frutti per mangiare tutta estate, ma per aver garantito questo privilegio è necessario condividere lo sforzo e fare quello che dice il babbo. Ricordiamo però, nello studio il babbo siamo noi, quindi attenzione ai consigli che offriamo.

L’ AUTORE

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LORENZO LOSI

Consulente direzionale BDM Associati.

Esperto in organizzazione e sistemi di controllo presso Studi Professionali e aziende