R-Evoluzione Ratio Centro Studi Castelli

Turnover e sistemi di incentivazione:

come non perdere le persone per strada

DIMISSIONI VOLONTARIE: ANNO DA RECORD

Conoscere la posizione esatta della destinazione finale di un viaggio è presupposto imprescindibile per chiunque si avventuri in mezzo al mare. Avere strumenti di programmazione della rotta da seguire per raggiungere l’obiettivo è indispensabile per ottimizzare il tragitto. Prevedere anticipatamente la forza del mare e del vento consentono di decidere quando partire e pianificare quali tappe intermedie raggiungere. Disporre delle risorse adeguate significa minimizzare i tempi rendendo le operazioni più efficienti.

Gestire una realtà aziendale, piccola o grande che sia, richiede necessariamente gli stessi “accorgimenti” richiesti per condurre una imbarcazione; individuare gli obiettivi, decidere come raggiungerli, pianificare gli step intermedi, coinvolgere le risorse adatte, prevedere i costi e organizzare verifiche intermedie.

Non pianificare è paragonabile a guidare un’automobile guardando lo specchietto retrovisore; prima o poi è inevitabile l’incidente. Per evitarlo è necessario scrutare il futuro per decidere la direzione e la velocità, attraverso un percorso decisionale che si basa su metodologie e strumenti di pianificazione e di budgeting.

In America la chiamano “the Great Resignation” (la grande dimissione). Giocando ovviamente sull’assonanza con “la grande recessione”, questa espressione curiosa fa riferimento ad una tendenza osservata durante l’anno che si è appena concluso: un tasso insolitamente alto di dimissioni volontarie. Diversi sondaggi (tra cui il più lodevole quello condotto dall’Università di Harvard su 9000 aziende per un totale di 9 milioni di interviste) hanno evidenziato come tale fenomeno sia cresciuto particolarmente nella fascia dei cosiddetti lavoratori “a metà carriera”, che si collocano tra i 30 e i 45 anni di età, dove il tasso di dimissioni volontarie è cresciuto del 20% dal 2020 al 2021. Contrariamente, nella fascia più giovane (tra i 20 e i 30 anni) e in quella più anziana (tra i 60 e 70 anni), lo stesso tasso è diminuito.

Ci si chiede dunque che cosa spinga i lavoratori che stanno “nel mezzo” a lasciare il proprio posto di lavoro. Ci sono alcuni fattori significativi che possono spiegarlo in parte. [continua a leggere…]

Vuoi continuare a leggere l’articolo? Scarica il pdf completo!

Stefano Dallanoce

Stefano Dallanoce

Consulente direzionale BDM Associati.

Esperto in organizzazione e sistemi di controllo per Studi Professionali e Aziende.

Autore per riviste specialistiche del settore.

articolo pubblicato su ratio R-Evoluzione

Leggi anche