Redditività dei clienti dello studio con il grafico a bolle

Redditività dei clienti dello studio con il grafico a bolle

Due clienti possono pagare la stessa parcella e avere un impatto molto diverso sullo studio. Il primo invia documenti completi e richiede poche interazioni; il secondo genera telefonate, integrazioni, urgenze e attività che si accumulano nel corso dei mesi.

Un elenco dei compensi li fa apparire simili. Per capire quali clienti fanno guadagnare lo studio bisogna aggiungere il tempo assorbito e confrontare la resa oraria con i costi. Il grafico a bolle consente di leggere queste informazioni insieme, senza affidarsi soltanto alla memoria dei casi più impegnativi.

La mappa rende visibili clienti sopra obiettivo, rapporti che coprono i costi ma restano sotto il risultato desiderato e situazioni economicamente critiche. È una base per scegliere dove intervenire su compensi, processi e livello di assistenza.

Perché la parcella non basta a misurare la redditività

La parcella indica quanto il cliente riconosce allo studio. Non dice quante risorse siano necessarie per erogare il servizio, né quale differenza resti rispetto ai costi assorbiti.

Nella quotidianità il tempo si distribuisce tra attività principali e interventi meno visibili: rispondere a una richiesta, recuperare un documento, riaprire un fascicolo, correggere un’informazione. Il singolo episodio può sembrare trascurabile, ma la somma modifica il rapporto fra ore e compenso.

Per questo un cliente importante per fatturato non è automaticamente redditizio. Allo stesso modo, un cliente con una parcella più contenuta può avere una buona resa oraria se il lavoro procede in modo ordinato. Sono ipotesi da verificare sui dati, senza trasformare dimensioni e comportamenti in etichette definitive.

Che cosa rappresenta il grafico a bolle dei clienti

Nel modello descritto da BDM, ogni bolla rappresenta un cliente. La posizione verticale indica il ricavo per ora e la dimensione rappresenta il tempo assorbito nel periodo.

L’asse orizzontale serve a distribuire i clienti nello spazio del grafico: non misura il fatturato, il margine o un’altra grandezza economica. Questo dettaglio evita una lettura errata della mappa.

Elemento Significato nel modello
Bolla Un cliente dello studio
Posizione verticale Parcella rapportata alle ore dedicate
Dimensione della bolla Ore assorbite nel periodo
Posizione orizzontale Progressivo o disposizione dei clienti per leggibilità
Linea di pareggio Resa oraria necessaria a coprire il costo pieno
Linea obiettivo Tariffa oraria desiderata dallo studio

La combinazione tra altezza e dimensione è più informativa del solo elenco dei compensi. Una bolla grande sotto il pareggio segnala che molte ore sono state impiegate a una resa insufficiente. Una bolla piccola sopra obiettivo rappresenta invece un rapporto con buona resa e un assorbimento di tempo contenuto.

La mappa aiuta a individuare dove approfondire. Per ricostruire il margine complessivo in euro occorre comunque leggere anche le ore e i costi sottostanti: stare più in alto non significa necessariamente generare il contributo totale più elevato.

I quattro dati necessari per costruire la mappa

Servono ore per cliente, compensi dello stesso periodo, costo pieno orario e tariffa obiettivo. La qualità del grafico dipende dalla coerenza di questi elementi.

Le ore dedicate a ciascun cliente

Le ore possono essere rilevate tramite timesheet. In una prima ricognizione possono anche essere stimate sulla base delle attività svolte: contabilità, bilanci, dichiarativi, paghe, consulenza e assistenza.

Una stima ragionevole permette di riconoscere gli ordini di grandezza, ma non ha la stessa precisione di una rilevazione. I casi vicini alle soglie richiedono particolare attenzione: un’incertezza sulle ore può modificare il posizionamento.

Il tempo da considerare comprende anche gli interventi di supporto riferibili al cliente. Escludere sistematicamente telefonate, richieste e integrazioni renderebbe meno visibile proprio una delle cause che il grafico vuole far emergere.

La parcella e gli extra già fatturati

Il compenso deve rappresentare il valore complessivo riconosciuto dal cliente nel periodo analizzato, inclusi gli extra già fatturati. Se si lavora sull’anno, anche le ore devono riguardare l’anno.

Il rapporto che determina la posizione verticale è:

Produttività oraria del cliente = compenso del periodo / ore dedicate nel periodo

Qui “produttività” indica il ricavo per ora, non una misura isolata dell’efficienza del collaboratore. Il dato dipende sia dal compenso sia dal lavoro richiesto.

La situazione dei due clienti con la stessa parcella chiarisce il meccanismo: a compenso identico, quello che richiede più ore si colloca più in basso. La mappa rende visibile una differenza che l’elenco delle parcelle non mostra.

Il costo pieno orario

Il costo pieno comprende il lavoro diretto e il peso della struttura necessaria per erogare i servizi. Non coincide con il solo stipendio del collaboratore.

Anche il rapporto tra tempo produttivo e attività interne incide sulla copertura dei costi. La soglia deve quindi derivare da un calcolo coerente dello studio, evitando di usare un valore generico come se rappresentasse la propria situazione.

La tariffa obiettivo

La tariffa obiettivo è il livello di ricavo orario che lo studio intende raggiungere per coprire i costi e generare il margine desiderato. Esprime il risultato gestionale atteso, tenendo conto delle risorse necessarie per investimenti, sviluppo e imprevisti.

Pareggio e obiettivo devono rimanere distinti. Un cliente può coprire i costi senza contribuire nella misura desiderata alla crescita dello studio.

Come leggere le tre fasce del grafico

Il confronto con le due linee permette di individuare tre situazioni operative.

Sopra la tariffa obiettivo, il cliente raggiunge o supera la resa oraria desiderata. Il rapporto contribuisce positivamente al risultato rispetto al riferimento scelto. Occorre comunque osservarne l’evoluzione, perché un aumento delle richieste può modificare l’equilibrio.

Tra pareggio e obiettivo, il ricavo orario copre il costo pieno ma resta inferiore al livello desiderato. Non è corretto classificare automaticamente questi clienti come clienti in perdita. La valutazione riguarda il margine disponibile e le possibilità di migliorarlo.

Sotto il pareggio, il ricavo per ora non copre il costo pieno di riferimento. La priorità è capire perché: compenso non adeguato, attività extra non valorizzate, modalità operative inefficienti o una combinazione di fattori.

La dimensione della bolla aiuta a valutare il peso della situazione. Un rapporto critico che assorbe molte ore può incidere sull’equilibrio dello studio più di un caso analogo ma limitato nel tempo.

Che cosa emerge dal confronto tra clienti

La prima differenza riguarda rapporti apparentemente equivalenti: stessa parcella e servizi simili possono nascondere quantità di lavoro diverse. Il confronto permette di chiedersi dove si accumulino eccezioni, passaggi aggiuntivi o assistenza informale.

La seconda riguarda i clienti di maggiori dimensioni. Complessità, urgenze e forza negoziale possono aumentare il lavoro senza un adeguamento dei compensi. La loro rilevanza commerciale merita attenzione, ma non sostituisce la verifica economica.

La terza riguarda i clienti meno visibili nella gestione quotidiana. Un flusso ordinato può sostenere una buona resa oraria anche con una parcella contenuta. La mappa permette di riconoscere questi rapporti senza limitare l’attenzione a quelli che richiedono più interventi.

Nessuna delle tre situazioni va data per certa prima dell’analisi. Il vantaggio del grafico è rendere confrontabili i comportamenti effettivi, anziché confermare impressioni già formate.

Quali interventi scegliere dopo l’analisi

Rivedere compensi ed extra

Se le ore necessarie sono coerenti con il servizio erogato ma la parcella è insufficiente, occorre esaminare il forfait. Le attività possono essere aumentate, la complessità può essere cambiata oppure il compenso può essere rimasto fermo per anni.

Gli extra richiedono una verifica specifica. Il grafico segnala una resa bassa, mentre il dettaglio delle attività aiuta a riconoscere prestazioni aggiuntive che non sono state esplicitate o valorizzate.

Migliorare i processi interni

In altri casi le ore crescono per passaggi duplicati, informazioni che non circolano o lavorazioni ripetute. Un aumento di prezzo non elimina queste inefficienze.

L’incrocio con il timesheet aiuta a ricostruire chi interviene, su quali attività e con quali tempi. Da questa lettura possono nascere regole interne più chiare e un flusso di lavoro meno frammentato.

Allineare il livello di servizio

Un’assistenza più ampia di quella prevista può modificare la sostenibilità del rapporto anche quando le singole richieste sembrano piccole. Serve chiarire ciò che rientra nel compenso e come vengono gestite le prestazioni ulteriori.

Le decisioni sul servizio devono essere esplicite e condivise. Il grafico offre il motivo per aprire il confronto; non sostituisce la definizione delle nuove condizioni.

Dalla mappa a una gestione più consapevole del portafoglio

Il grafico a bolle permette di passare dall’elenco delle parcelle a una lettura del rapporto tra ricavi e tempo. La sua utilità consiste nel rendere evidenti i casi da approfondire e nel distinguere interventi economici, organizzativi e di servizio.

Dopo una modifica, la verifica deve tornare sugli stessi dati: ore richieste, compensi e posizione rispetto alle soglie. In questo modo è possibile osservare se il rapporto sia diventato più sostenibile.

Scarica il modello Excel gratuito BDM per costruire il grafico a bolle dei tuoi clienti.

Per leggere i risultati con un consulente, puoi richiedere un’ Analisi Preliminare di un’ora in videocall. L’iniziativa descritta da BDM è gratuita fino a esaurimento dei posti disponibili.

Piano di miglioramento gratuito

Rispondi a poche e semplici domande e ricevi 5 settimane di contenuti gratuiti (articoli, video, modelli Excel) selezionati per te dai nostri consulenti

Tieniti sempre informato